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Strategia Betting: Valore della Quota

grafico-salitaParlando in gergo tecnico o leggendo articoli che trattano di betting spesso si sente nominare il termine "valore" di una quota, con il quale si intende sottolineare una quota che matematicamente supera la percentuale di riuscita dell' evento che si sta periziando.

 

Cercando di spiegare il concetto nella maniera più chiara possibile possiamo prendere il più classico degli esempi quale il lancio della moneta ovvero qualsiasi evento che nel lungo periodo ha una probabilità statistica del 50% di realizzazione di ogni esito possibile.

Ovviamente in questo caso il punto di breakeven è quota 2,00 per cui sempre nel lungo periodo le nostre scommesse risulteranno perdenti nel caso giocassimo spesso a quota 1,95 o minore, mentre registrerebbero un profitto nel caso in cui riuscissimo a giocare mediamente a quota maggiore di 2,00.

Il lavoro di uno scommettitore o nel nostro caso di un tipster sarà principalmente scovare appunto il "valore" tra le quote proposte nei vari palinsesti dei bookmakers, piuttosto che prevedere l' esito di un qualunque evento sportivo. Un buon esercizio che ogni giocatore può fare riguardo ad un qualsiasi evento che intende valutare è quello di assegnare le percentuali di riuscita degli esiti su cui intendere effettuare la scommessa prima di vedere le quote ed in base a quello valutare successivamente se il numero è profittevole o meno.

Vedo giocatori che spesso si convincono dell' idea di giocare un evento sportivo, trovare la quota ricercata più bassa dell' atteso e nonostante tutto scommettere lo stesso, magari investendo una cifra maggiore del previsto per ottenere lo stesso guadagno ipotizzato in precedenza commettendo in questa maniera un ulteriore errore.

Per consolidare il concetto voglio usare un esempio statistico/matematico comprensibile a tutti per il quale ipotizziamo una proposta di scommessa sul lancio di un dado classico a 6 facce: una scommessa prevede l' uscita dei numeri 1,2,3,4 mentre l' altra prevede quella del 5 e del 6; in questo specifico caso la quota di pareggio è matematicamente 1,50 per la scommessa su 4 esiti dei 6 possibili oppure di 3,00 nel caso opposto con 2 esiti disponibili sui 6 totali. Questo significa che il nostro compito non sarà quello di "indovinare" che numero uscirà al prossimo lancio di dado, ma scandagliare le lavagne cercando il quotista che abbia sbagliato la sua valutazione proponendo magari 1,60/2,80 scommettendo sulla prima quota che nel lungo periodo ci darà un guadagno matematico. Stesso ragionamento per il bookmaker che sovrastimerà l' esito sfavorito proponendo nel caso specifico una eventuale quota maggiore di 3,00 per cui sarà profittevole scommettere sull' uscita del 5 o del 6.

Più sarà largo questo vantaggio a nostro favore, maggiore dovrà essere la fiducia nella nostra scommessa e di conseguenza maggiore la porzione di stake investita nello specifico evento.

Ogni quota, anche se piccola ed abbondantemente sotto la pari può avere del valore, per cui anche un' irrisoria quota di 1,20 giocata per un evento in cui si prevede il 90% di riuscita va considerata tale. Ipotizzando che la nostra previsione sia azzeccata ed un investimento di 10 unità a scommessa,avremo un profitto di 2 unità per ben nove volte su dieci per un totale di 18 unità totali di fronte all' unica perdità di 10 unità nell' unica volta che si realizzerà l' esito contrario, permettendoci di realizzare un ottimo ROI dell' 8%.